23 Febbraio 2012

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Dal 2003 la sede AVIS di Ferrandina è intitolata al compianto Mimì Larocca per il suo costante impegno nel proselitismo del dono del sangue
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Dal 2003 la sede AVIS di Ferrandina è intitolata al compianto Mimì Larocca per il suo costante impegno nel proselitismo del dono del sangue

Biografia di Mimì Larocca
Mimì nacque a Ferrandina nel 1938 da una famiglia di contadini.
La sua infanzia fu segnata, come quella di tantissimi suoi coetanei, dalla vita difficile di quei tempi. Non era affatto raro incontrare bambini che nottetempo, conducevano gli asini nei campi o che aiutavano i genitori nel duro lavoro da contadini.
Anche Mimì dava il suo contributo alla famiglia, nonostante fosse tormentato da una forte allergia da fieno che talvolta lo costringeva a letto per lunghi periodi. La sua tenacia e il forte spirito di sacrificio, che lo hanno accompagnato per tutta la vita, lo aiutavano ad affrontare e superare tanti momenti difficili.
Nel 1952 conseguì la licenza dell´Avviamento Agrario a pieni voti.
Amante della letteratura russa e desideroso com´era di approfondire i problemi esistenziali, lo si vedeva immerso tra le enciclopedie tecniche e mediche per dare una risposta a tanti perché della vita: al perché dello spreco delle risorse del pianeta, al perché il Capitale stritolava sempre più la povera gente, al perché si era sempre meno disponibili per il prossimo, quando, con un pizzico di buona volontà era possibile dare aiuto a coloro che soffrono, senza chiedere nulla in cambio.
Il suo spirito libero lo spinse presto a rendersi indipendente, ricavando da vivere col suo mestiere di sarto.
Nel frattempo strinse profonde amicizie, in particolare con il poeta ferrandinese Mimì Belloccio, che lui non esitò a paragonare a Francesco d´Assisi.
Mimì Larocca negli anni sessanta, trovò occupazione presso lo stabilimento ANIC in Val Basento, e iniziò a coltivare l´hobby della pittura.
Nel 1969 sposò Filomena, da cui nacquero le figlie Camilla e Sara.
Quando sembrava che la vita andasse per il verso giusto, una tragedia entrò prepotentemente nella sua vita: morì la giovane moglie a soli 34 anni, per un male incurabile.
Da allora riversò nella pittura e nell´impegno sociale, ogni sua intima esigenza.
Sul finire degli anni ottanta si risposò e quando, il 2 giugno del 1988 nacque il terzo figlio, lo chiamò Giovanni Domenico, in onore al suo carissimo amico e poeta Mimì Belloccio, scomparso nello stesso giorno.
Nel suo impegno continuo nel sociale, non c´è traccia di protagonismo fine a se stesso; amava lavorare dietro le quinte, umilmente.
Nemmeno quando esponeva i suoi quadri (che riscuotevano sempre grande apprezzamento) si riusciva ad intravedere in lui un atteggiamento da "star".
Mimì era legatissimo alla sua terra e dipinse tantissime tele che rivelano sempre la sintonia affettiva con la gente umile e semplice.
Dopo un periodo di calma relativa, all´inizio del 2002 un´altra tragedia bussò alla sua porta. Dopo un ricovero ospedaliero per quella che sembrava una banale colica, gli fu diagnosticato un cancro al fegato. Affrontò la malattia con grande forza e dignità, ma questa volta, non riuscì a superare l´ennesima sfida che la vita gli aveva riservato. Morì il 30 dicembre 2002.
Mimì Larocca
Intitolazione sede - cerimonia

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